ARCHIVIO | 7 ARTICOLI

A proposito della partecipazione dei cittadini UE residenti in Italia alle elezioni amministrative


Nelle recenti elezioni amministrative non risulta si sia prestata particolare attenzione al voto dei cittadini dell’Unione europea residenti in Italia. Eppure la norma che attribuisce ad «ogni cittadino dell’Unione residente in uno Stato membro di cui non è cittadino» il diritto di voto e di eleggibilità «alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiede, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato» (art. 22 TFUE) è stata introdotta quasi 30 anni fa.


Intelligenza artificiale nel regolamento UE


La proposta di regolamento UE sull’intelligenza artificiale, pubblicata dalla Commissione europea il 21 aprile 2021, è di estremo interesse non solo perché con essa l’UE si propone di disciplinare una materia che per il diritto positivo è fondamentalmente nuova, ma anche perché si basa su un approccio che mira a salvaguardare il nucleo più profondo della “dimensione costituzionale” dell’Unione. 

 


La crisi dello Stato di diritto in Europa e i suoi possibili, temibili sviluppi


Tempo di crisi quello odierno per lo Stato di diritto in Europa e tempo di crisi, per ciò stesso, anche per la Costituzione e lo Stato che da essa prende il nome. Un male, ahimè assai insidioso e diffusivo, ne mina le fondamenta, senza che peraltro si riesca a mettere a punto la ricetta giusta per contenerlo, se non pure per debellarlo del tutto. Si alimenta infatti di una sostanza che ha sempre esercitato un fascino ammaliante anche su persone culturalmente non sprovvedute: il nazionalismo, sovente combinato in un mix esplosivo con un populismo accattivante. Ed è bene subito avvertire che nessun Paese può dirsene immune, in particolare non lo sono quelli, come il nostro, nei quali hanno messo radici e vanno viepiù crescendo movimenti politici che di questa miscela hanno fatto la loro bandiera. 


Verso una legge elettorale europea?


In vista delle elezioni del 2024, il Parlamento europeo torna a ragionare sulla propria composizione e sul suo sistema elettorale, affrontando il tema dell’adozione di una legge elettorale uniforme per tutti gli Stati membri, insieme alla necessità di rinforzare il sistema degli Spitzenkandidaten. I tempi potrebbero essere maturi per un collegio elettorale paneuropeo, con liste transnazionali che diano vita e visibilità a partiti politici UE, strumenti di sintesi di interessi particolari in un contesto sovranazionale.

 


L’UEM: e pur si muove! Ma verso quale direzione?


Il recente rapporto, a prima firma di Olivier Blanchard, di modifica delle EU Fiscal Rules rappresenta un importante stimolo al ripensamento dell’UEM nell’era post COVID-19. Il cuore della proposta si concentra nel passaggio da un sistema di controllo sui bilanci dall’attuale binomio regole-enforcement tecnico politico ad uno basato su standard-enforcement giudiziario. Quello che sarebbe necessario però oggi non è un aggiornamento di vecchi paradigmi economici, ma di una radicale trasformazione dell’UEM che vada nel verso di un governo democratico dell’economia.


La “forza delle idee” e il suo ritorno come criterio ordinatore dei processi decisionali


In Italia, così come nella maggior parte dei sistemi politici democratici e sociali, eredi delle vecchie società liberali, il processo democratico si è basato per lungo tempo sul modello della prevalenza nel processo decisionale del ruolo dei partiti popolari e di massa: questo modello ha avuto delle varianti anche molto importanti e significative, ma è stato il tratto comune che ha caratterizzato la fine dell’800 e tutto il ‘900 europeo e occidentale.


Conferenza sul Futuro dell’Europa: la tua voce conta!


Il 9 maggio in occasione della Festa dell’Europa si è tenuta la cerimonia inaugurale della Conferenza sul Futuro dell’Europa. Nel suo intervento, la Presidente von der Leyen ha richiamato lo spirito dei padri fondatori, sottolineando come la Festa dell’Europa rappresenti un’occasione per riscoprire ciò che ci tiene insieme: “siamo più audaci quando ci poniamo per la prima volta un obiettivo ambizioso o dobbiamo agire per necessità spesso senza competenza o precedenza. Questa è l'Europa che raccoglie la sfida. L'Europa che lo fa e basta, perché deve essere fatto”.


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