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Legislative in chiaroscuro


Volendo fare una prima riflessione sul risultato delle elezioni legislative francesi, va anzitutto fatta una premessa: nelle situazioni non del tutto chiare, con alcuni elementi di incertezza, la valutazione è sempre sic stantibus rebus. Nel chiaroscuro risultato elettorale, però, emerge un dubbio: sarà possibile governare con una maggioranza davvero relativa e non quasi assoluta come nel 1988? 

 

 


Dalle presidenziali alle legislative, quali scenari in prospettiva per la Francia?


I cittadini francesi, a distanza di qualche settimana, sono chiamati nuovamente alle urne. Dopo le elezioni presidenziali, svoltesi ad aprile scorso, il 12 giugno prossimo si terrà il primo turno delle elezioni legislative, seguite, domenica 19 giugno, dal secondo turno. Tali elezioni hanno un impatto considerevole sulla vita politica del Paese, perché da esse dipende la scelta del governo dei prossimi cinque anni.


Cronaca di una legge elettorale europea annunciata


Ci sono passaggi, in un percorso di integrazione politica, che rappresentano un punto di svolta. Il voto dello scorso 3 maggio durante la seduta plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo potrebbe essere uno di questi. Il Parlamento, infatti, ha approvato una risoluzione sulla proposta di regolamento relativa all’elezione dei suoi membri, prospettando, per la prima volta in concreto, uno spazio politico europeo caratterizzato dalla presenza di una circoscrizione paneuropea.


L’irruzione del conflitto ucraino nella campagna elettorale francese


Il conflitto che si sta consumando in Ucraina ha fatto prepotentemente irruzione nella campagna elettorale francese, rivelando ambiguità ed incoerenze di alcuni fra i principali candidati all’Eliseo, mettendo in evidenza il ruolo diplomatico del Presidente della Repubblica e giustificando al tempo stesso l’assenza di un reale dibattito. Tuttavia, esso non pare aver sconvolto il rapporto di forze e quindi il risultato delle urne, che vede al ballottagio Emmanuel Macron e Marine Le Pen.

 


Change of regime in Hungary: postponed due to lack of interest


Another landslide victory for Fidesz: that is the outcome of the April 3 national elections, as the constitutional regime change has been eventually postponed due to lack of interest. Nobody can predict the future; nevertheless, based on the characteristics of the current Hungarian political regime and the major trends of the last 12 years, one can take some educated guesses as to what the future may bring. In this short piece I argue that in the next parliamentary term, the Orbán-regime will most probably be less democratic than ever before. 


Trasformazioni politiche e istituzionali e il futuro del Paese


Se i processi politici messi in moto dal Governo Draghi andranno avanti, assisteremo in Italia al più grande “ribaltone” politico, istituzionale e culturale degli ultimi trent’anni, vale a dire dall’inizio della crisi della I Repubblica. Sembrano infatti giunte al capolinea le due linee di tendenza politico–istituzionali che hanno dominato questi tre decenni. Occorrerà far ripartire i processi della democrazia rappresentativa: ma chi è l’interlocutore politico di questi processi? Le riflessioni inedite di Beniamino Caravita sulla crisi del sistema partitico in vista dell'elezione del capo dello Stato


A proposito della partecipazione dei cittadini UE residenti in Italia alle elezioni amministrative


Nelle recenti elezioni amministrative non risulta si sia prestata particolare attenzione al voto dei cittadini dell’Unione europea residenti in Italia. Eppure la norma che attribuisce ad «ogni cittadino dell’Unione residente in uno Stato membro di cui non è cittadino» il diritto di voto e di eleggibilità «alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiede, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato» (art. 22 TFUE) è stata introdotta quasi 30 anni fa.


Verso una legge elettorale europea?


In vista delle elezioni del 2024, il Parlamento europeo torna a ragionare sulla propria composizione e sul suo sistema elettorale, affrontando il tema dell’adozione di una legge elettorale uniforme per tutti gli Stati membri, insieme alla necessità di rinforzare il sistema degli Spitzenkandidaten. I tempi potrebbero essere maturi per un collegio elettorale paneuropeo, con liste transnazionali che diano vita e visibilità a partiti politici UE, strumenti di sintesi di interessi particolari in un contesto sovranazionale.

 


Sliding doors: Quirinale e Governo dopo il NGEU


Tra le conseguenze del NGEU che meritano di essere apprezzate vi sono quelle che in Italia riguarderanno la scelta del prossimo Presidente della Repubblica e, di conseguenza, il futuro dell’attuale Governo. La domanda che vale la pena di porsi è la seguente: sulle scelte politiche, che i partiti si apprestano a compiere, peseranno, e in che termini, il piano europeo di recovery e l’attuazione del collegato piano nazionale di riforma e resilienza?


Il PPE, Orban e le famiglie politiche europee: (timidi) passi verso un (necessario) chiarimento


Il 18 marzo 2021, il partito ungherese Fidesz guidato da Orban ha ufficializzato l’intenzione di non mantenere l’appartenenza al Gruppo dei Popolari. L’evento scatenante è stato l’approvazione da parte del gruppo parlamentare di modifiche al regolamento interno volte a consentire la sospensione e l'esclusione non più solo di singoli membri, ma altresì di un’intera delegazione nazionale. La vicenda rileva sotto almeno tre profili che impattano sul ruolo e sul funzionamento di una delle principali istituzioni europee.


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