ARCHIVIO | 12 ARTICOLI

The activation of the conditionality mechanism against Hungary: better late than never!


A year and a half after the entry into force of Regulation no. 2092/2020 on democratic conditionality – a period of time in which the European Parliament adopted a series of resolutions and issued an action for failure to act against the Commission for not having yet activated the mechanism – on 27 April 2022, the Guardian of the Treaties instructed the budget holder, Johannes Hahn, to send the formal notification for the instrument’s launch against Hungary.


La spinosa questione della Costituzione europea


La guerra in Ucraina ha modificato il quadro delle necessità all’interno dell’Unione Europea. Ma tale emergenza non può far dimenticare la frattura significativa operata da Ungheria e Polonia: l’approvazione di leggi che hanno riscritto i contorni del principio dello Stato di diritto, specialmente con riferimento all’autonomia e all’indipendenza della magistratura. Quale il significato profondo dello strappo? E quali le soluzioni per gestire e ricomporre il conflitto? In gioco c’è il destino stesso dell’unificazione europea. Ricordando che l’Europa è, al contempo, una comunità di diritto e di valori 


Change of regime in Hungary: postponed due to lack of interest


Another landslide victory for Fidesz: that is the outcome of the April 3 national elections, as the constitutional regime change has been eventually postponed due to lack of interest. Nobody can predict the future; nevertheless, based on the characteristics of the current Hungarian political regime and the major trends of the last 12 years, one can take some educated guesses as to what the future may bring. In this short piece I argue that in the next parliamentary term, the Orbán-regime will most probably be less democratic than ever before. 


La promozione dei magistrati in Romania: un tassello dello stato di diritto al vaglio della Corte di giustizia


La disciplina sulla promozione dei giudici in Romania rende i magistrati direttamente dipendenti dai presidenti delle Corti d’Appello. L’autogoverno della magistratura può comportare un uso improprio dei procedimenti disciplinari e una distorsione del sistema di selezione meritocratica. La Corte di giustizia UE è chiamata a valutare l’esistenza di «un sistema di giudici dipendenti nell’ambito di un potere giudiziario indipendente»


Il caso romeno nella dimensione conflittuale dell’integrazione europea


Con la decisione del 22 febbraio scorso, la Corte di Giustizia ha voluto ridefinire in senso centripeto i rapporti con la Corte costituzionale romena, che in una decisione del 2021 si era apertamente rifiutata di conformarsi al Giudice di Lussemburgo in tema di indipendenza della magistratura. Il caso romeno rappresenta un esempio della dimensione conflittuale propria dell’integrazione europea, stretta tra una dinamica di riduzione unitaria e la resistenza degli ordinamenti nazionali alla costruzione di uno spazio pubblico europeo 


The devil lies in the procedural details: the Conditionality Regulation saga


The aim of this short article is to give an overview of the Conditionality Regulation saga, from the emergence of the idea to the potential and long overdue activation of the mechanism after the delivery of the ECJ judgment. I will point out that all the main issues of this years-long struggle concerned primarily procedural questions, while discussions about the actual rule of law infringements taking place in Hungary and Poland took a backseat.


Caso Polonia: arriva la solidarietà delle associazioni dei magistrati


Diverse associazioni internazionali si sono schierate a fianco dei giudici polacchi nella difesa della loro indipendenza dai poteri politici. Una delle iniziative più emblematiche è stata l’espulsione del Consiglio nazionale polacco dalla Rete dei consigli di giustizia dell’Ue. La pressione esercitata da tali associazioni non è da sottovalutare perché le garanzie di indipendenza della magistratura possono essere efficacemente preservate solo con il sostegno ampio e condiviso della società civile.


La condanna della Polonia al pagamento di un milione di euro al giorno: troppo o troppo poco?


La condanna di uno Stato membro da parte della Corte di giustizia al pagamento di una somma a titolo cautelare è opportuna? La somma decisa dal giudice europeo per la Polonia è effettivamente consistente? Lo scritto considera come la condanna a versare un milione di euro, per non avere la Polonia sospeso le disposizioni che non garantivano l’indipendenza, l’imparzialità e la precostituzione per legge dei giudici, possa risultare meno “audace” di quanto prima facie appaia.


La tutela cautelare della Corte di Giustizia per lo Stato di diritto in Polonia


La preoccupante crisi dello Stato di diritto e l’inefficienza dello strumento politico ex art. 7 TUE atto a difendere la Rule of Law hanno portato le istituzioni europee, e in particolare la Commissione, ad utilizzare tutti gli strumenti a difesa dei valori fondativi dell’Unione, tra cui anche il contenzioso in via cautelare. In questo solco si iscrive l’ordinanza del 27 ottobre 2021 della Vicepresidente della Corte di Giustizia, con la quale la Polonia è stata condannata al pagamento di una penalità di mora di un milione di euro al giorno


La crisi dello Stato di diritto in Europa e i suoi possibili, temibili sviluppi


Tempo di crisi quello odierno per lo Stato di diritto in Europa e tempo di crisi, per ciò stesso, anche per la Costituzione e lo Stato che da essa prende il nome. Un male, ahimè assai insidioso e diffusivo, ne mina le fondamenta, senza che peraltro si riesca a mettere a punto la ricetta giusta per contenerlo, se non pure per debellarlo del tutto. Si alimenta infatti di una sostanza che ha sempre esercitato un fascino ammaliante anche su persone culturalmente non sprovvedute: il nazionalismo, sovente combinato in un mix esplosivo con un populismo accattivante. Ed è bene subito avvertire che nessun Paese può dirsene immune, in particolare non lo sono quelli, come il nostro, nei quali hanno messo radici e vanno viepiù crescendo movimenti politici che di questa miscela hanno fatto la loro bandiera. 


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