ARCHIVIO | 8 ARTICOLI

La proposta di direttiva sui platform workers: si può dare di più!


La proposta di direttiva sui platform workers rappresenta un’importante iniziativa della Commissione per la regolamentazione di un settore in cui sono forti le disparità socio-economiche tra lavoratori e piattaforme, tra cui si segnala la presunzione iuris tantum di subordinazione e il riconoscimento di diritti minimi contro il management algoritmico. Nondimeno, l’intervento presenta alcuni limiti strutturali, frutto del più generale problema europeo del «constitutional (im)balance between ‘the Market’ and ‘the Social’».


Digital Markets Act: alla ricerca di un equilibrio tra innovazione e concorrenza


Dopo vent’anni dalla direttiva sull’e-commerce (2000/31/CE) l’Unione europea torna a disciplinare il mercato digitale attraverso il Digital Markets Act, al quale si collega per molti cruciali aspetti il Digital Services Act. Il regolamento sui mercati digitali, dopo l’accordo tra Consiglio e Parlamento, entrerà in vigore nei prossimi mesi, con l’intento dichiarato di “garantire mercati digitali equi e aperti” in un mondo economico radicalmente digitalizzato.


Il Consiglio europeo alla prova delle politiche nazionali


Gli obiettivi dell’ultima riunione del Consiglio europeo si sono scontrati, ancora una volta, con le divisioni sollecitate dagli Stati membri. L’esigenza di conciliare queste divergenze diventa sempre più chiara: ne è un esempio la vicenda che ha visto come protagonista la recente ordinanza del Ministro della Salute sui test aggiuntivi al certificato verde UE. Il richiamo al ruolo della politica come fonte principale di elaborazione continua a rappresentare l’unica soluzione per evitare lo smembrarsi di una comunità politicamente fragile, ma quale dovrebbe essere la sede deputata a tale ricomposizione?


Il pass sanitario scannerizzato dal Conseil constitutionnel


Il Consiglio costituzionale francese ha dichiarato il pass sanitario conforme alla Costituzione, fatta eccezione per due disposizioni: una riguardante la risoluzione anticipata dei contratti di lavoro a tempo determinato, l’altra relativa all’isolamento di chi risulti positivo al test di accertamento. Nonostante le due censure, il Conseil conferma il suo orientamento giurisprudenziale in materia di crisi sanitaria nel privilegiare l’obiettivo costituzionale di protezione della salute rispetto ad altri diritti e libertà.


IMU agevolata per gli italiani all'estero: prosegue l'infrazione contro l'Italia


É approdata dinanzi alla Corte di giustizia la procedura d’infrazione avviata nei confronti dell’Italia per aver applicato ai cittadini italiani emigrati all’estero un trattamento di favore, in materia d’imposta di registro immobiliare, in presunta violazione dei principi “comunitari” di non discriminazione e libera circolazione di capitali tra Stati membri. Dalla ricostruzione della normativa nazionale, pochi paiono essere gli spiragli in favore di un esito positivo della procedura per l’Italia.


Interrotti i negoziati sull'accordo quadro con l'UE: una Swissexit?


Dopo sette anni di trattative, la Svizzera ha deciso unilateralmente di interrompere i negoziati sull’accordo quadro istituzionale, mettendo in discussione la possibilità di proseguire e approfondire le relazioni bilaterali con l’UE. Ancora una volta, il nodo gordiano della crisi è costituito dalla libera circolazione delle persone, principio fondamentale dell’integrazione comunitaria, accettato forzatamente dalla Svizzera in occasione dei negoziati sui c.d. accordi bilaterali I e costantemente osteggiato dai partiti di estrema destra e da alcuni governi cantonali. 


EU Covid Certificate: un pass(o) verso la libertà


Il prossimo primo luglio entrerà in vigore in tutta l’Unione europea il certificato Covid digitale che segnerà una svolta a favore di una circolazione sicura all’interno del territorio dell’Unione. Non solo un lasciapassare che consente di spostarsi tra gli Stati membri, a condizione di essere in possesso dei requisiti sanitari richiesti, ma un documento che al valore giuridico accosta la valenza simbolica di una chiave di accesso alla libertà.


Un “certificato COVID” per circolare liberamente nell’Unione europea


Le Istituzioni europee sono attualmente impegnate nella disciplina di un certificato vaccinale o, meglio, di un attestato sul COVID-status delle persone, che consenta di coniugare l’esercizio della libertà di circolazione con la tutela di altri diritti di fondamentale rilievo, quali la salute – le esigenze della cui protezione sono risultate sino a ora predominanti – e la privacy. Nonostante le molteplici difficoltà che ne stanno caratterizzando le dinamiche di acquisizione e somministrazione, la diffusione dei vaccini induce infatti a sperare che le restrizioni alla libertà di circolazione possano essere allentate grazie all’innalzamento del livello di immunità.


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