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Il pass sanitario scannerizzato dal Conseil constitutionnel


Il Consiglio costituzionale francese ha dichiarato il pass sanitario conforme alla Costituzione, fatta eccezione per due disposizioni: una riguardante la risoluzione anticipata dei contratti di lavoro a tempo determinato, l’altra relativa all’isolamento di chi risulti positivo al test di accertamento. Nonostante le due censure, il Conseil conferma il suo orientamento giurisprudenziale in materia di crisi sanitaria nel privilegiare l’obiettivo costituzionale di protezione della salute rispetto ad altri diritti e libertà.


Obblighi vaccinali per i vigili del fuoco francesi: la Corte Edu ha già deciso?


Lo scorso 24 agosto la Corte EDU ha rigettato la richiesta di sospendere in via d’urgenza l’obbligo di vaccinazione contro il Covid -19, introdotto in Francia con legge del 5 agosto per alcune categorie di lavoratori del settore sanitario e a contatto con il pubblico. La decisione non è stata pubblicata ed è pertanto disponibile unicamente il comunicato stampa dal quale, però, è possibile desumere alcuni elementi.


La gestione verticale della crisi pandemica fra geopolitica e cultura scientifica


La saga delle vaccinazioni contro il Covid-19 – nelle fasi di acquisto e di distribuzione –ha fatto emergere la questione della gestione verticale della crisi, del raccordo fra diversi livelli di governo sanitario e delle complesse interrelazioni fra argomenti politici e dati della scienza. L’Unione europea, con una campagna ancora in ritardo, fatica a trovare un posto nella geopolitica sanitaria globale ridisegnata dalla crisi e a contribuire alla costruzione di una solida cultura scientifica condivisa.


EU Covid Certificate: un pass(o) verso la libertà


Il prossimo primo luglio entrerà in vigore in tutta l’Unione europea il certificato Covid digitale che segnerà una svolta a favore di una circolazione sicura all’interno del territorio dell’Unione. Non solo un lasciapassare che consente di spostarsi tra gli Stati membri, a condizione di essere in possesso dei requisiti sanitari richiesti, ma un documento che al valore giuridico accosta la valenza simbolica di una chiave di accesso alla libertà.


Vaccini trasparenti: l’Agenzia Europea per il Farmaco alla conquista della fiducia pubblica


Tra le sfide incontrate dalla campagna vaccinale contro il COVID-19, conquistare la fiducia dei cittadini nella sicurezza dei vaccini è stata forse la prima. Sullo sfondo, il contesto emergenziale, la eccezionale rapidità con cui sono stati sviluppati i nuovi farmaci, la scala della campagna vaccinale, i considerevoli guadagni alla portata dei produttori, i diversi livelli di governo coinvolti. Al centro, l’Agenzia Europea per il Farmaco (European Medicines Agency, EMA), cui spetta l’autorizzazione dei prodotti farmaceutici immessi nel mercato comune.


I vaccini e la rinuncia dell’Europa al diritto pubblico


Nella cultura giuridica europea quando le istituzioni scelgono di operare nel mercato rinunciano ad una serie di prerogative tipiche del diritto pubblico. Di fronte ai giganti farmaceutici questa rinuncia è anche alla base della debolezza dei Paesi dell’Unione nella dinamica contrattuale. Se la decisione fosse stata diversa probabilmente oggi ci troveremmo in una situazione differente e anche l’apertura all’ipotesi delle licenze obbligatorie non ci avrebbe trovati impreparati e divisi.



Sospendere i brevetti anticovid o eleggerli a “bene comune”? Rimedio peggiore del male


Sospendere i brevetti farmaceutici per rendere il vaccino anticovid “bene comune” sembra intento eticamente apprezzabile, quanto, sul piano sistemico e dell’analisi economica del diritto, pericolosamente controproducente. E, dunque, persino ingenuamente populistico. Già solo l’annuncio, centuplicato dal megafono Biden, rischia effetti negativi incancellabili. Dissacrare i brevetti di medicamenti salvavita genera effetti negativi di lungo periodo spesso incomparabilmente superiori ai vantaggi immediati.


Un “certificato COVID” per circolare liberamente nell’Unione europea


Le Istituzioni europee sono attualmente impegnate nella disciplina di un certificato vaccinale o, meglio, di un attestato sul COVID-status delle persone, che consenta di coniugare l’esercizio della libertà di circolazione con la tutela di altri diritti di fondamentale rilievo, quali la salute – le esigenze della cui protezione sono risultate sino a ora predominanti – e la privacy. Nonostante le molteplici difficoltà che ne stanno caratterizzando le dinamiche di acquisizione e somministrazione, la diffusione dei vaccini induce infatti a sperare che le restrizioni alla libertà di circolazione possano essere allentate grazie all’innalzamento del livello di immunità.


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